Il mineralogramma come strumento per valutare lo scarso accrescimento nei bambini

Lo scarso accrescimento in termini sia di peso che di altezza (o spesso tutti e due) è un sintomo che spinge i genitori a chiedere una valutazione più approfondita; generalmente la prima figura di riferimento è il pediatra di famiglia o qualora il tutto fosse accompagnato da un’inappetenza generalizzata anche il nutrizionista.

Le cause di questo sintomo non sono sempre facili da delineare. Ad esempio la presenza di problematiche gastrointestinali che portano il bambino a defecare in maniera non fisiologica è generalmente il primo segnale che determina un mancato assorbimento di nutrienti (vitamine e minerali in primis) indispensabili per la crescita fisiologica dell’organismo; per questo motivo è importante valutare sin dalla più tenera età che il vostro bambino presenti nel momento dell’evacuazione delle feci che abbiano la loro compattezza (non devono essere molli o liquide) con un colore né troppo chiaro né troppo scuro. Un altro sintomo che spesso accompagna lo scarso accrescimento è la presenza di allergie/intolleranze alimentari; un bambino allergico a piante e/o alimenti ha un sistema immunitario fisiologicamente indebolito e che quindi ha costantemente bisogno di tutta una serie di micronutrienti che non sempre attraverso la semplice alimentazione riesce a soddisfare appieno.

Un test come il mineralogramma ci consente di valutare in maniera dettagliata quali sono in un momento specifico della crescita le maggiori richieste da parte del corpo in riferimento a uno specifico minerale e/o vitamina. È un test di laboratorio che va analizzare in maniera specifica la concentrazione di minerali su un tessuto come il capello ed in base a una valutazione statistica ci consente di capire quali sono le principali carenze che il corpo tende a sviluppare a livello sub-clinico; attraverso il follicolo pilifero si concentrano e si trattengono i minerali presenti nei liquidi circolanti: dai macronutrienti, come il calcio, presenti in dosi massicce, ai minerali traccia (magnesio, ferro, rame, ecc.) che si trovano in quantità minime, sino ai metalli tossici, come il piombo o il mercurio, eventualmente assimilati nel tempo dall’organismo. A differenza dell’esame del sangue che rappresenta una “fotografia istantanea”, il mineralogramma va ad analizzare più nel medio-lungo termine gli effetti di una o più carenze nutrizionali nell’organismo.

mineral 2Per valutare in maniera approfondita uno scarso accrescimento i primi oligoelementi da prendere in considerazione sono lo zinco e il rame. Numerosi studi hanno dimostrato che l’equilibrio tra zinco e rame è fondamentale per lo sviluppo fisiologico della cellula. Lo zinco è un cofattore essenziale per l’attività dell’ormone della crescita (GH) e della fosfatasi alcalina ossea; una carenza di zinco nell’infanzia si manifesta con netto ritardo della crescita e in alcuni casi ipogonadismo. Il rame a piccole dosi manifesta un’attività spasmolitica a livello della muscolatura liscia e striata oltre che avere un ruolo diretto sul sistema immunitario nel momento in cui si deve combattere un’infezione, sia di natura batterica che virale. Nell’oligoterapia zinco e rame vengono usati anche come riequilibranti del ciclo mestruale.

Un altro minerale che ricopre un ruolo fondamentale nel soggetto in età evolutiva è il manganese. Il manganese è fondamentale per la produzione di energia a livello cellulare oltre che ricoprire un ruolo diretto sul sistema immunitario; nei soggetti allergici, che corrispondono nell’oligoterapia alla Diatesi 1, il manganese modula la risposta infiammatoria che coinvolge il sistema immunitario quando c’è la manifestazione evidente di un sintomo. Rappresenta quindi un ottimo rimedio per quei soggetti che tendono a rispondere in maniera eccessiva a tutti gli stimoli che provengono dall’esterno.

I livelli di fosforo nel capello possono essere un valido indicatore del quantitativo di proteine che si introduce attraverso l’alimentazione. A livello biochimico il fosforo rappresenta infatti l’ultimo metabolita delle proteine e di conseguenza un’eventuale carenza di questo minerale può indicare se il bambino in scarso accrescimento sta introducendo un quantitativo di proteine sufficientemente alto rispetto al suo fabbisogno, per garantire all’organismo un corretto sviluppo fisiologico.

In conclusione abbiamo capito come il test del capello possa essere molto utile per valutare le possibili carenze di minerali che sono spesso la causa di uno scarso accrescimento del bambino nelle diverse fasce di età. Questo strumento interpretato nella maniera adeguata da uno specialista in campo pediatrico può rappresentare un valido supporto in accompagnamento ad una alimentazione che soddisfi a pieno le esigenze di un organismo durante la crescita.

Dott. Marchi Omar Stefano – Biologo Nutrizionista –