Difficoltà nel dimagrimento a causa di stress e squilibri nella produzione di cortisolo? Ecco la soluzione

Sin dal mattino ci alziamo con il pensiero fisso di DOVER affrontare la giornata; impegni, scadenze, traffico per raggiungere il posto di lavoro e la corsa per rientrare poi a casa. Quando tutto sembra calmarsi ecco che magari anche quando stiamo per coricarsi e per goderci il meritato riposo, non riusciamo a “staccare la spina” e la nostra mente rimane attiva e i pensieri continuano a fluire liberi.

CHE STRESS! E’ proprio il caso di dirlo.

E’ il nostro cervello che controlla direttamente la reazione fisica e organica del nostro corpo; quando lo stress diventa intenso e perdura per molto tempo, può diventare causa di svariati problemi sia a livello mentale, sia a livello fisiologico del nostro corpo.

Lo stress può essere:

  • Acuto, al quale facciamo fronte con una breve fase di resistenza per poi riuscire a tornare nel più breve tempo possibile alla normalità
  • Cronico, nel quale la fase di resistenza può durare da qualche ora a molti anni (per alcuni addirittura tutta la vita)

Quando parliamo di stress cronico entrano in gioco 3 fasi principali.

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Tutto inizia con il “campanello di allarme” che è visto come il primo segnale che ci “lancia” il nostro corpo. La principale reazione interna è la produzione di adrenalina con conseguente aumento del battito cardiaco: il corpo si prepara alla classica risposta “combatti o fuggi”.

Ad esempio se siamo a riposo, distesi nel letto e all’improvviso sogniamo un cane che ci corre dietro a tutta velocità, ci alziamo sudati e con le palpitazioni. Questo meccanismo è reale e l’imput ci viene trasmesso direttamente dal cervello.

La seconda fase definita di “adattamento” è il momento più importante nel quale il nostro organismo si adegua alle nuove circostanze e cerca di resistere finché l’elemento stressante non scompare.

In questa fase di resistenza abbiamo una sovrapproduzione di cortisolo che causa un indebolimento delle difese immunitarie arrivando fino alla loro soppressione: questo nel medio- lungo periodo associato a uno stress cronico rende molto più probabile l’attecchimento di molte malattie virali e a un mancato dimagrimento, spesso definito senza apparente causa.

La terza fase, detta di “esaurimento”, è la parte conclusiva dello stress che assicura al corpo il riposo necessario per rimettersi completamente; in genere comincia quando l’organismo percepisce il pericolo come finito o quando le energie cominciano a venir meno.

Nella seconda fase, quando vi è un’iperproduzione di cortisolo nel si possono manifestare alcuni effetti INDESIDERATI sul controllo del peso, come la riduzione della lipolisi (degradazione del grasso accumulato) e  l’aumento del catabolismo muscolare (distruzione della massa magra).

L’iperproduzione di cortisolo, fa trattenere più facilmente acqua a livello organico, con conseguente aumento della ritenzione idrica, catabolizza la massa muscolare e favorisce l’’accumulo del grasso a livello corporeo, soprattutto a livello della schiena.

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Nel nostro centro, quando seguiamo i pazienti in un percorso di dimagrimento, verifichiamo sempre insieme la variazione della massa grassa a livello corporeo, attraverso uno strumento idoneo, in punti di repere specifici, per verificare dove la persone accumula maggiormente grasso e la variazione dello spessore dello stesso sulla schiena.

L’eccessiva produzione di cortisolo, porta a stanchezza generalizzata e determina iperinsulinemia, rendendo così l’organismo decisamente fuori forma. Tutte queste azioni sono ovviamente controproducenti per una persona che cerca di mantenersi in forma.

Per controllare al meglio la produzione di cortisolo e favorire il dimagrimento, è fondamentale:

  • Fare piccoli pasti frequenti e ben bilanciati, per evitare l’ipoglicemia che a sua volta causa del rilascio di cortisolo
  • Assumere sempre carboidrati e proteine in tutti i pasti per evitare iperglicemia e conseguente ipoglicemia reattiva, derivante dall’eccessivo rilascio di insulina che stimola di conseguenza le cellule ad assorbire glucosio.
  • Fare colazione con carboidrati e proteine appena svegli, dopo il digiuno notturno poichè il corpo deve ristabilizzare la glicemia che scende durante la notte.
  • Non digiunare, in quanto la privazione del cibo porta ad ipoglicemia, oltre a catabolizzare massa muscolare
  • Dormire almeno 8-9 ore consecutive

Buon riposo e buona nutrizione

Dr. Maiocchi Davide  – Biologo Nutrizionista –